BIENNALE DI VENEZIA

The Silence of the Mole
Il Silenzio della Talpa è un progetto che indaga ciò che accade all'immaginazione quando questa si trasforma in vana maschera pubblica, in simbolo nazionale e strumento di rappresentazione culturale. Al centro del progetto c'è il signor M., un performer che ha interpretato tutta la vita il personaggio immaginario della Talpa, originariamente pensato per un pubblico infantile, caratterizzato da gesti premurosi, lavoro creativo e muta immedesimazione, che spiegavano il mondo senza bisogno di parole. Si ritrova qui nel momento in cui la sua voce e il suo corpo hanno cessato di appartenergli. Il film e l'installazione indagano il processo con cui il linguaggio poetico dell'immaginazione si trasforma in strumento di potere persuasivo.
Il personaggio del signor M. funge da metafora della fantasia, il cui significato è continuo oggetto di discussioni e dispute. Nel contesto dell’attuale situazione sociale Il silenzio della Talpa non considera il silenzio una condizione astratta, ma analizza i processi con il quali prendono forma e si smorzano voce, rappresentanza e fantasia.
La mostra si sviluppa come ambiente composto da architettura, sculture e film, realizzato in forma di dialogo creativo della squadra degli autori per un anno. Il film segue un eroe ingenuo e bonario, il cui linguaggio empatico si disintegra gradualmente nella rappresentazione del mondo dell'arte, finché il percorso introspettivo conseguente alla perdita della voce lo conduce nel sottosuolo del padiglione. Qui si trova di fronte alla domanda, se l'empatia non sia l'unico strumento funzionale. Sul volto indossa una maschera protesica a forma di naso di talpa, parte inscindibile della sua identità. Il silenzio che lo circonda, non è assenza di suono, ma momento di trasformazione che si può comprendere come active gesture, condizione a metà tra stanchezza del ruolo interpretato e ribrezzo. Jakub Jansa ha creato il film in dialogo diretto con l'installazione scultorea e l'ambiente della coppia di autori Selmeci Kocka Jusko, poiché il film, inserito nell'architettura espositiva, trasforma lo spazio del padiglione nella tana della talpa. Attraverso i tunnel entriamo nella “camera da letto” centrale, che evoca un luogo di riposo e di immagazzinamento di scorte, simile agli spazi che una talpa realizza per le provviste e il sonno. Questa stanza con il film e oggetti si trasforma in un precario deposito di film e oggetti, plausibili tracce di un'orchestra scomparsa.
Le reciproche interazioni tra sculture, architettura e film danno vita ad un quadro drammaturgico unitario, in cui il formato espositivo diventa il medium stesso.
CENNI BIOGRAFIE DEGLI ESPOSITORI
Selmeci Kocka Jusko
Alex Selmeci & Tomáš Kocka Jusko
Rožňava, Slovacchia, 1994 / Košice, Slovacchia, 1994
Vivono e lavorano a Praga, Repubblica Ceca
Jakub Jansa
Vyškov, Repubblica Ceca, 1989
Vive e lavora a Praga, Repubblica Ceca
